Plancton

Influenza dell’ambiente marino sulla diversità produttività del plancton
 
La diversità e la ricchezza delle forme di vita del mare sono strettamente legate alla presenza del plancton, organismi microscopici vegetali (fitoplancton) ed animali (zooplancton), che vivono in sospensione nella colonna d’acqua. Grazie alla sua piccola taglia ed alta produttività, Il plancton gioca infatti un ruolo fondamentale nella rete alimentare dell’ecosistema marino, poiché esso rappresenta il nutrimento principale per la maggior parte delle larve e per gli adulti di specie planctivore di invertebrati planctonici come i copepodi e bentonici, come il coralligeno, i pesci, le balene e perfino di uccelli. La produzione del plancton non è però costante nel tempo e nello spazio poiché essa è strettamente legata alle caratteristiche idrografiche, chimico-fisiche, topografiche del mare ed al clima. Per esempio, differenze locali, stagionali e latitudinali delle condizioni di luce, di concentrazione dei nutrienti, di temperatura, di correnti e di stratificazione delle masse d’acqua, risultano fattori considerevoli per la crescita di questi micro-organismi. Come per le piante terrestri la componente vegetale del plancton, il fitoplancton, richiede infatti l’apporto di energia solare per effettuare la fotosintesi e di macro-nutrienti quali i nitrati e il fosforo, e di micro-nutrienti quali per esempio il ferro per la sua crescita. Lo zooplancton si nutre invece del fitoplancton. In mare però l’intensità della luce decresce con la profondità mentre la concentrazione dei nutrienti generalmente aumenta verso il fondo in presenza dei sedimenti. La popolazione fitoplanctonica è comunque composta da moltissime specie ognuna in grado di sfruttare condizioni diverse di luce e di concentrazioni di nutrienti alle varie profondità. Quindi la crescita e la diversità del fitoplancton varia a seconda della combinazione di luce e di nutrienti lungo la colonna d’acqua. La posizione, dislocazione e il movimento delle masse di plancton sono determinate quasi unicamente dalle correnti marine e dalla densità delle masse d’acqua, caratteristiche fisiche senza le quali la maggior parte di questi organismi finirebbero col depositarsi sul fondo del mare. La formazione e posizione stagionale del termoclino, per esempio, rappresenta una caratteristica idrografica importantissima poiché favorisce una alta produttività di plancton; l’aumento stagionale della temperatura in primavera-estate fa si che si formi, infatti, una stratificazione della colonna d’acqua con una massa calda superficiale separata da una fredda, più densa e ricca di nutrienti sottostante. Questa formazione permette al fitoplancton di rimanere nella zona di superficie dove le condizioni di luce sono ottimali favorendone lo sviluppo fino a che i nutrienti disponibili non si esauriscono. In autunno, la radiazione luminosa diventa meno intensa, i venti sono più forti mentre la temperatura delle acque superficiali tende a decrescere cosi che il termoclino si sposta ad una profondità maggiore causando una diminuzione della produttività del fitoplancton e del resto dell’ecosistema marino. In inverno, l’ulteriore diminuzione della temperatura delle acque superficiali determina la scomparsa del termoclino e il completo rimescolamento delle acque. L’apporto di nutrienti per il plancton alla superficie è anche favorito dalle correnti in particolare quando queste incontrano la zona costiera o rilievi sottomarini (seamounts) e di conseguenza tendono a risalire verso la superficie portando con se i nutrienti necessari alla “fertilizzazione” del fitoplancton. I rilievi sottomarini sono anch’essi luogo di alta diversità e produttività di fitoplancton (cioe produttività primaria) ed a sua volta di zooplancton, del coralligeno e di pesce e (cioè produttività secondaria) proprio per la prossimità del fondale e quindi dei nutrienti per il plancton con la zona fotica in superficie.